BIANCA CAPPELLO
Identità visiva · Logo · Biglietto da visita · Sito web · Fotografia per personal branding
Milano, Italia · 2019 & 2021
Progettata nel 2019. Ancora in uso, senza modifiche.
Il brief
Bianca Cappello è storica del gioiello, critica e autrice. Insegna allo IED e alla Scuola Orafa Galdus di Milano e tiene seminari di Storia del Gioiello per accademie e università.
Non c’è un prodotto. Nessuna azienda, nessuna collezione, niente da vendere. Ci sono un nome e uno sguardo, ed entrambi vivono nelle mostre di altri, nei libri di altri, nelle aule in cui tiene le sue lezioni.
L’identità doveva quindi funzionare ovunque lei non fosse presente. Sul dorso di un libro. In una slide durante un seminario. Su un pannello museale. Nel credito in fondo a un saggio di catalogo. Piccola, discreta e inequivocabilmente sua, a qualsiasi dimensione.
Il Marchio
Due parole scritte sul foglio di esplorazione dicono più dei quindici disegni. Accanto a un’altra, troppo fashion. Accanto a un’altra troppo classico..
È questo il problema. Troppo fashion e sembra un brand. Troppo classico e sembra una maison storica. Bianca non è né l’una né l’altra cosa. Nella stessa settimana può lavorare con designer contemporanei e con fibbie del Settecento.
Il marchio che è rimasto si trova esattamente tra questi due estremi.
Due lettere, B e C, sovrapposte, in un carattere serif ad alto contrasto dalle proporzioni classiche. Il logotipo attraversa il centro delle iniziali. Non sta sotto.
Letto in un modo, è un monogramma attraversato da una linea di testo. Letto nell’altro, è il suo nome completo, con le iniziali ingrandite sullo sfondo. Entrambe le letture sono corrette. Dipende dalla distanza da cui lo si guarda. Da vicino, su un biglietto, si legge il nome. Da lontano, su una parete o sul dorso di un libro, il monogramma.
Il colore
Non oro. L’oro è la scelta automatica quando si parla di gioiello, e avrebbe collocato Bianca accanto agli oggetti, invece che davanti a loro. Lei non vende gioielli. Li data, li autentica, ne scrive e ne interpreta il significato.
Corallo, invece. Un materiale italiano con una storia propria, lavorato a Torre del Greco da quattrocento anni, e che lei riconoscerebbe a prima vista. Caldo, organico, portato sul corpo, non estratto da una miniera. Non un metallo prezioso.
PMS 475. #F08E63..
Le fotografie
Scattate nel 2021.
La scelta più ovvia sarebbe stata un ritratto. Una storica seduta alla scrivania, braccia incrociate, sguardo in camera.
Ho preferito fotografarla mentre lavorava. La lente all’occhio. Una catena che scorre tra le dita. La sua biblioteca di riferimento alle spalle, con i titoli sui dorsi leggibili. Perché quei libri sono la prova.
Il vero patrimonio di una storica è la sua attenzione. Non si può fotografare la competenza. Ma si può fotografare qualcuno che osserva attentamente, e chi guarda capisce il resto.
Il Sito
Split screen. Il marchio e la navigazione a sinistra. Un’unica fotografia a tutta altezza sulla destra. Nessun testo hero. Nessuna tagline. Nessuno scroll prima che arrivi la prima idea.
È il colore a sostenere l’intera interfaccia. Nient’altro nella pagina è colorato.
Ogni pagina. Home, About, Publications, Exhibitions, Press, Gallery, CV, Contact.
Sette anni dopo, il marchio non è cambiato. Continuo ancora oggi ad aggiornare il sito quando ne ha bisogno.
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Tre anni dopo questo progetto, Bianca ha curato una mostra al Museo del Bijou di Casalmaggiore e mi ha chiesto di progettare l’allestimento. L’anno successivo me lo ha chiesto di nuovo.